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Un inizio 2020 strano: Sanremo e l’età.

“Tutto scorre, nulla rimane fermo. Eraclito”

Un inizio d’anno interessante, diverso, strano che mi ha fatto personalmente un pò paura.
Twitter  è stata la mia lettura preferita sia a gennaio che a  febbraio,  è la mia fonte di news realtime  perchè riesce sempre con poche parole (il tweet) a cogliere il mood di questo anno bisesto, strampalato e folle :

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Tante cose successe in poche settimane che mi ha fatto riflettere sul cambiamento e su come tutto scorra, nulla si ferma, e la grande consapevolezza che NON siamo al centro dell’universo.
L’altra cosa che mi ha fatto notare lo scorrere del tempo è stato Sanremo, guardando la classifica finale  dei famosi Big sono rimasta perplessa, (ha vinto un certo Diodato ma chi é?)  conoscevo  solo metà dei nomi in gara e allora mi sono detta, azzz qui si sta diventando vecchi e ho capito che la frase che cito durante i corsi sul digital vale anche per me:
“Tutto ciò che è al mondo da quando sei nato è normale e ordinario. Lo consideri parte naturale del modo in cui il mondo funziona.
Tutto ciò che viene inventato tra quando hai quindici e trentacinque anni è nuovo, eccitante e rivoluzionario. E lo consideri innovativo probabilmente su questo puoi costruirci una carriera.
Qualsiasi cosa inventata dopo i trentacinque anni è contro l’ordine naturale delle cose. E viene vista male e in modo pessimistico 🙂

Spunto preso da un libro di Douglas Adams, Il salmone del dubbio.”

Sanremo ha  fatto dei numeri da record, con uno share l’ultima serata del 60% , perchè ha funzionato? Pochi punti e chiari:
– Hanno privilegiato i giovani con le canzoni e per attirare la generazione dai 23 in giù.
– E’ stato il Festival dell’amicizia e anche delle “liti” (Morgan con Bugo e Ferro con Fiorello).
– E’ stato intelligente Amadeus che ha cambiato partner ogni sera, così facendo la platea si è focalizzata su di lui.
– E’ stato anche il festival della moglie e del figlio di Amadeus sempre in prima fila fino alle 2 di notte a supportarlo.
– E’ stato alla fine il “nostro Festival” il festival degli italiani , di nostalgici romanticoni che si alzano in piedi per cantare con Albano e Romina e si inteneriscono se un cantante sbaglia una parola.

Ecco perchè Sanremo è Sanremo perchè rispecchia la società di oggi, una società mista fatta di nostalgici e di giovani emergenti che hanno un codice di comunicazione diverso ed incompreso dagli over 35.
Achille Lauro ne è un esempio,  un inno alla libertà creativa che mi è piaciuta molto, non era la canzone che presentava a Sanremo, era una rappresentazione artistica a 360 gradi.

Io sono rimasta però emotivamente legata al Sanremo dove venivano come ospiti i Duran Duran, gli Spandau Ballet, e gli U2, non me ne vogliano Dua Lipa e Anastasio o Gassman.
Mi tengo stretto la malinconia di “quelli degli anni ’80”, ho un’ età diversa, guadagnata, raggiunta, spesso incompresa da una figlia di 16 anni che ti vede “vecchia”.
Con dolcezza penso a me negli anni ’80 in auto con mio padre che all’epoca aveva 40 anni e pensavo fra me e me: “Quand’è che una persona diventa vecchia e con una grande leggerezza e convinzione pensavo , bè a 40 si è veramente vecchi!”
Di anni ne ho 48, e forse all’epoca avevo ragione, per gli adolescenti sono decisamente “agée”.

Petra

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