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Ripetere nel business è pericoloso

Le maledette 123 volte che hai fatto la stessa scelta nel business.

Quanto può essere pericoloso ripetere sempre la stessa cosa ogni giorno nel business? Se hai ripetuto almeno 123 la stessa cosa in azienda e non ha funzionato, forse sei nei guai. Ostinarsi a seguire sempre gli stessi schemi porta a perdere la visione del futuro e la capacità di adattarsi ad un mondo che cambia con molta rapidità. Avete mai sentito quel sottile fastidio che vi dà il ripetersi continuo delle cose, degli stessi luoghi, delle stesse persone, e ora durante questa pandemia, di giornate uguali, immutate che hanno un continuo gusto di “dejà vu”?

Il coraggio nei periodi difficili è vitale.

Il coraggio è importante sempre, ma soprattutto nei periodi difficili e di transizione, il coraggio è essenziale per creare un nuovo modo di fare business creando valore per la comunità. Con il Covid19 ho visto molte persone ed aziende terrorizzate dalla paura, hanno cominciato a tagliare investimenti e non hanno saputo innovare o lanciare il cuore oltre l’ostacolo. Dall’ altra parte ho visto anche aziende e persone che hanno saputo reagire molto velocemente e hanno portato risultati oltre le aspettative con una nuova energia e con un nuovo modo di lavorare. I periodi difficili sono come dei ponti che traghettano verso il futuro. Le crisi scuotono le fondamenta dello status quo, rompono le regole e gli schemi ma portano con sé un’energia nuova e vibrante. In Italia di periodi difficili ne abbiamo avuti fino agli anni ’70, poi è stato un continuo inno al consumismo, alla crescita e c’è stata una costante diffusione della ricchezza che ha portato la società ad un livello di benessere e di tranquillità invidiabile, e pensavamo soprattutto che potesse durare …

Non riesco a leggere e a scrivere da quando c’è il Covid19.

Ci ho messo un pò a scrivere, a ritornare a scrivere, in queste settimane di sospensione, di lavoro a distanza, in questo tempo indescrivibile intriso di pulizie, preparazione di pranzi e cene , di passeggiate con il cane, di smart working e di videoconferenze, io non avevo più voglia di scrivere. Il troppo era ed è un insieme di informazioni sul COVID-19, numeri, decessi contagiati, insomma un bollettino di “guerra” contro uno sconosciuto ed invisibile virus. Un rito che si ripeteva e si ripete ogni giorno dopo le 18.

Un inizio 2020 strano: Sanremo e l’età.

“Tutto scorre, nulla rimane fermo. Eraclito” Un inizio d’anno interessante, diverso, strano che mi ha fatto personalmente un pò paura. Twitter  è stata la mia lettura preferita sia a gennaio che a  febbraio,  è la mia fonte di news realtime  perchè riesce sempre con poche parole (il tweet) a cogliere il mood di questo anno bisesto, strampalato e folle : Tante cose successe in poche settimane che mi ha fatto riflettere sul cambiamento e su come tutto scorra, nulla si ferma, e la grande consapevolezza che NON siamo al centro dell’universo.L’altra cosa che mi ha fatto notare lo scorrere del tempo è stato Sanremo, guardando la classifica finale  dei famosi Big sono rimasta perplessa, (ha vinto un certo Diodato ma chi é?)  conoscevo  solo metà dei nomi in gara e allora mi sono detta, azzz qui si sta diventando vecchi e ho capito che la frase che cito durante i corsi sul digital vale anche per me: “Tutto ciò che è al mondo da quando sei nato è normale e ordinario. Lo consideri parte naturale del modo …

I Perennials gli over 40 digitali, in forma e molto green

Eccomi sono una Perennial? Over 40, amante della tecnologia, curiosa, super green, adoro lo yoga e le camminate in montagna? Allora partiamo dal nome che proprio non mi “garba” come dicono i miei amici toscani, pero’ effettivamente nella categoria mi ci ritrovo. Io la definirei di più come una tribù che non una categoria.

I giovani sono una generazione di analfabeti o creatori di una nuova cultura?

Gli ultimi risultati degli Invalsi 2019, i test che fanno nelle nostre scuole a partire dalle elementari fino alle medie sono usciti qualche giorno fa. Sono dati interessanti, anche allarmanti per qualcuno, perchè mostrano un generale abbassamento dei punteggi nelle varie materie e una spaccatura nei punteggi fra nord e sud. Nella lingua italiana il nord-ovest e il nord-est ottengono un punteggio uguale (210) e significativamente al di sopra della media italiana (200), il centro consegue un risultato pari a quello medio nazionale, mentre il sud e le isole conseguono punteggi significativamente al di sotto.