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Il marketing non è solo comunicazione. Facciamo chiarezza.

Ho avuto dei commenti interessanti nell’ultimo post di marketing che ho scritto:“Le 5 skills che ogni Marketerer dovrebbe avere nel 2017” e soprattuto uno mi ha colpito e mi ha ispirato a scrivere questo post. Massimo Pavan ha commentanto dicendo: ..si porta a confondere spesso il marketing (quella meravigliosa disciplina che porta “la vendita al superfluo”) con la comunicazione di un oggetto/servizio che già esiste. In effetti ha ragione lui il marketing è spesso confuso o addiritura vienne usato come sinonimo di comunicazione.

B2B e B2C, differenze e affinità. Volete innamorarvi o sposarvi?

Ha ancora senso fare distinzioni fra il marketing in un’azienda B2B (business to business) e il marketing in un’azienda B2C (Business to consumer)? Ci ho pensato e avendo lavorato in tutte e due le realtà ho provato a fare una riflessione sui diversi strumenti di marketing e di vendita  che si usano e che tipo di relazioni si creano fra consumatore, responsabile marketing, buyer, e funzionari di vendita.

Ascolti il tuo consumatore? 5 regole d’oro per farlo.

Le domande di chi lavora nel marketing al lancio di un nuovo prodotto o al calo delle vendite di un altro sono queste: ” Ma al consumatore piacerà? Lo comprerà? E per quale benefit comprerà il nostro prodotto? E perché non compra più quest’articolo?” Parlando di beni di largo consumo, i dipartimenti di marketing rispondono a questa domande con ricerche di mercato di tipo qualitativo o quantitativo, mettendo in test quasi tutto dagli spot pubblicitari, ai prodotti di varia natura, alla user experience del sito, è un continuo testare e testare.

L’ottimo servizio viene sempre premiato, Amazon primo su tutti nel 2015.

Una regola molto semplice, ma di grande impatto: dai sempre alle persone  più di quello che si aspettino ~ Nelson Boswell Natale si avvicina e come tutti gli anni, i regali si fanno sempre più sotto data, almeno io arrivo sempre all’ultimo e  l’e-commerce mi ha risolto molti problemi. A portata di click si trovano tanti prodotti diversi, per lui, per lei, per  il bambino, la ragazzina, per la zia pallosa e la mamma esigente. Il top è riceverli direttamente a casa con il loro bel pacchettino già fatto.

Il successo è dolce come il miele e pericoloso come il fiele!

In attesa del rientro a casa e dopo tre giorni dove si è parlato di marketing con grandi esperti, colleghi che venivano da più di 20 paesi, la cosa che mi rimane ancora impressa e che mi tengo ben stretta, è la frase che ho sentito da un grande amico, marketer, visionario e CEO di una grande multinazionale.       Ha detto e ripetuto più volte: “Il successo porta cattivi consigli, abbiamo sbagliato, ma è dai più grandi errori che nascono i più grandi successi!” Mentre diceva questa frase ho subito pensato.. questa è la cosa che mi rimarrà più impressa di tutto l’incontro. Quanti errori e quanti fallimenti si succedono in un’azienda, e che coraggio ci vuole per alzarsi e dire: “Ho sbagliato, adesso è ora di cambiare” e quanti sbagli ancora bisogna fare per trovare la giusta direzione, la strategia vincente che farà dimenticare le tante cadute? Quando un imprenditore o un manager pensa di essere arrivato al successo è li che spesso fa il suo più grande errore, ovvero pensare  che i successi siano infiniti, eterni ed immutabili. L’ autostima e l’ego li trascinano verso quella che …

empatia nel marketing

Il futuro del marketing, l’empatia.

Rientrata dalle ferie la mia bacheca di Facebook si è accesa di post sui buoni propositi settembrini. Il file rouge dei post da rientro era la voglia delle persone di ascoltare di più, di mettersi in discussione, di cercare di essere più gentili, di entrare in connessione in modo più profondo con le persone ed anche le cose, ovvero essere più empatici. Ma cosa vuol dire “empatia”? Questa la definizione  di Gustavo Páez, uno psicologo, ed è quella che mi piace di più: L’empatia “è la capacità di sperimentare la realtà soggettiva dell’altro senza perdere la propria prospettiva” Perché questo ritorno alla gentilezza e all’ascolto? Perché forse l’eccessivo individualismo degli ultimi anni, la disattenzione verso l’altro hanno stancato, perché quando dobbiamo chiedere dieci volte a qualcuno “ma mi ascolti?”  lo troviamo frustrante. Figure importanti nel mondo del marketing, dei social media stanno scrivendo di questa nuova tendenza all’ascolto del consumatore. Questo per andare oltre alla classica comunicazione unidirezionale da parte dell’azienda o del marchio verso il suo “user”. Ora i consumatori si sono trasformati non sono coloro che “consumano” tornano ad essere persone, …