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Le ferie ci rigenerano o ci confondono? 3 cose positive e negative a confronto.

L’Italia è la terra dei creativi, dei procrastinatori, dei geni, dei fannulloni, del fantacalcio, delle veline e dei discorsi sul: “Dove vai in ferie?” che partono a fine giugno. E’ il paese che ad Agoso si ferma, entra in una bolla eterea che tiene l’economia, le agenzie, i clienti e tutti in uno stato limbico per un mese, non succede piu’ nulla, non si prendono decisioni.

Stressati? Strumenti e App per la meditazione fai da te.

I manager di oggi sono le persone che sono sottoposte al maggior stress possibile e pare che le donne manager soffrano molto di più rispetto ai colleghi maschi. Sicuramente c’è della verità in quello che dicono, per esperienza personale, da donna oltre al lavoro, quando rientro ho da seguire una casa, una figlia ed un cane.. si vabbè c’è anche un marito che però va in totale autogestione. Lo stress è la prima epidemia  della nostra civiltà (Deepak Chopra)

Conosci un narcisista seriale? Vademecum di sopravvivenza.

L’idea del narcisita seriale mi è venuta pensando ad alcune persone conosciute sul lavoro e dopo l’intervista di Brian Solis a cui chiedevo la sua visione del futuro sull’evoluzione della personalità digitale degli individui nel prossimo futuro. La tendenza nel web è la crescita esponenziale della visibilità “sociale”in effetti stiamo diventando tutti opionion leader e narcisisti, siamo tutti degli esperti e dei giudici su quello che avviene soprattutto online.

Brian Solis il futurologo. Primo episodio.

Un pomeriggio di qualche giorno fa negli uffici di NetPropaganda, assieme a Riccardo Scandellari, ho avuto la fortuna  di intervistare Brian Solis, un grande uomo che si definisce analista digitale, antropologo, e anche futurista. È un autore premiato che è riconosciuto a livello mondiale come uno dei leader di pensiero più importanti in trasformazione digitale. Una di quelle persone che ti piace “leggere” che è d’ispirazione per molte persone nel mondo digitale e nel marketing.

Esci dalla tua zona di “comfort”, impara a rischiare 4 modi per uscirne.

Stavo tornando da un viaggio di lavoro e ho notato come fossi soddisfatta delle persone incontrate e delle nuove idee viste, e mi sono chiesta perché? Perché avevo esplorato nuovi mondi, categorie “fuori” dal mio solito circolo professionale. Avevo conosciuto persone che mi avevano fatto riflettere che non c’entravano nulla con il mio lavoro, avevano contaminato il mio mondo con idee creative assurde, incredibili ma brillanti. Ed ho pensato a quante volte facciamo le cose nello stesso modo,frequentiamo le stesse persone, lavoriamo con le stesse aziende, agenzie,  e ripetiamo all’infinito questa dolce routine. Rimanere all’interno del proprio “microcosmo” è rassicurante, ci si sente a proprio agio come all’interno di un piumone caldo, ma lì non succede mai nulla di magico o straordinario. La famosa “comfort zone” è descritta cosi: uno spazio comportamentale dove le vostre attività e comportamenti si adattano alla routine e ad un modello che riduce al minimo lo stress e il rischio “. Nella nostra zona di comfort, c’è un senso di familiarità, di sicurezza e di certezza che sono molto rassicuranti, quando facciamo un passo al di fuori di questo …