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I Perennials gli over 40 digitali, in forma e molto green

Eccomi sono una Perennial?

Over 40, amante della tecnologia, curiosa, super green, adoro lo yoga e le camminate in montagna?

Allora partiamo dal nome che proprio non mi “garba” come dicono i miei amici toscani, pero’ effettivamente nella categoria mi ci ritrovo. Io la definirei di più come una tribù che non una categoria.

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I 6- in italiano piacciono a Google.

I miei voti in italiano alle superiori erano sempre mediocri: navigavo dal 5 al 6—- e quelle rare volte che prendevo un 7 per me era una vera festa. Le spiegazioni che i professori mi davano sui miei voti erano sempre le stesse: sei troppo succinta, dovresti ampliare il discorso, sei troppo essenziale, sei troppo veloce e frettolosa, argomenta di più, insomma scrivi di più.

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Non riesco a leggere e a scrivere da quando c’è il Covid19.

Ci ho messo un pò a scrivere, a ritornare a scrivere, in queste settimane di sospensione, di lavoro a distanza, in questo tempo indescrivibile intriso di pulizie, preparazione di pranzi e cene , di passeggiate con il cane, di smart working e di videoconferenze, io non avevo più voglia di scrivere.

Non avevo nemmeno più voglia di leggere, nemmeno un piccolo e banale romanzetto leggero stile “Harmony”, era come se la mia “memoria” fosse piena, come se non ci stesse più nulla nella mia testa e nel mio corpo perchè c’era già troppa robbba, la “roba” che non vuoi, che non capisci, che fa paura, che intristisce.

Il troppo era ed è un insieme di informazioni sul COVID-19, numeri, decessi contagiati, insomma un bollettino di “guerra” contro uno sconosciuto ed invisibile virus. Un rito che si ripeteva e si ripete ogni giorno dopo le 18.

Con il passare dei giorni ho cominciato a filtrare i dati, gli articoli, le statistiche, i numeri, le tendenze, le percentuali ad un certo punto ho detto basta e dopo giornate a capire la fonte migliore, ho deciso che mi sarei fidata solo del Sole24ore (dati certi e obiettivi) e della newsletter del Post.

Ora le cose che mi rilassano davvero sono : meditare con Insight Timer (ve l’ho raccontato qui) , fare yoga e usare le mani, non lavorare o usare la testa, ma impastare, cucinare, pulire, cambiare la sistemazione di cose, di mobili, pensare a dar da bere al basilico, e alle nuove piante aromatiche che metterò a breve in terrazza.

“Il Covid-19 mi ha messo in sospensione, una sospensione intellettiva, che mi fa lavorare, ma che non riesce ancora a farmi elaborare tutto quello che sta succedendo”

La sensazione è quella di essere in un film, un film che non avresti mai voluto vedere, con notizie che non avresti mai voluto ascoltare ed è lì forse da questo affollamento cognitivo che arriva il rifiuto di leggere, di scrivere, di sapere e di pensare al futuro.

Ora sono riuscita a scrivere, ho scritto di getto, d’impulso in 10 minuti è uscito fuori tutto, perchè voglio ricordare, perchè non voglio che i 40 giorni trascorsi a casa siano vani, che passino via in sordina, e voglio che tutto quello che abbiamo sentito e ancora sentiamo e proviamo, rimanga lì impresso come prova inconfutabile di una realtà inattesa, che ci ha sbattuto in faccia tutta la nostra fragilità.

Pensavamo di essere forti, grandi, inespugnabili come dei castelli, noi con tutta la nostra tecnologia, con tutte le nostre conoscenze siamo rimasti inermi.

Un virus ha dato il lock down al mondo e alla nostra vita. Punto.

Ci ha dato un pugno in faccia dicendo sapete cos’è ? Siete fragili. E la fragilità nel mondo in cui vivevamo prima andava nascosta, e mai esposta. Ecco il virus ci ha esposti tutti alle nostre fragilità e al fatto che non siamo immortali, ci ha detto: ” Pensa che presto potresti morire, e allora cosa succede all’essere umano quando si sente inerme e fragile? Comincia a pensare a quello che ha fatto, a quello che non ha fatto, a chi ha amato e non amato, ai rimpianti, ai rimorsi e comincia piano piano a pensare a quello che vorrà fare dopo, dopo tutta questa confusione e tempo riscoperto a pensare alle proprie fragilità.

Questo affollamento di pensieri ed emozioni mi ha tolto per settimane la voglia di pensare, di leggere, e di scrivere… fino a che…in un lunedì di pasquetta di un 13 Aprile ho deciso si che era ora, che tutto doveva essere scritto, che questo tutto non doveva essere perduto, doveva rimanere come prova di tutto quello che è stato.

Forse lo faccio perchè cominicio ad intravedere un futuro, un futuro diverso, incerto a tratti ridisegnato, ma un futuro di vita e di cambiamento.

Questo articolo lo dedico a tutti voi, a tutti quelli che non hanno più paura e sperano che questo virus COVID19 abbia portato consapevolezza nelle persone, e che ci porti un futuro diverso, plasmato sulle persone e non più sulle cose.

Petra

Un inizio 2020 strano: Sanremo e l’età.

“Tutto scorre, nulla rimane fermo. Eraclito”

Un inizio d’anno interessante, diverso, strano che mi ha fatto personalmente un pò paura.
Twitter  è stata la mia lettura preferita sia a gennaio che a  febbraio,  è la mia fonte di news realtime  perchè riesce sempre con poche parole (il tweet) a cogliere il mood di questo anno bisesto, strampalato e folle :

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Tante cose successe in poche settimane che mi ha fatto riflettere sul cambiamento e su come tutto scorra, nulla si ferma, e la grande consapevolezza che NON siamo al centro dell’universo.
L’altra cosa che mi ha fatto notare lo scorrere del tempo è stato Sanremo, guardando la classifica finale  dei famosi Big sono rimasta perplessa, (ha vinto un certo Diodato ma chi é?)  conoscevo  solo metà dei nomi in gara e allora mi sono detta, azzz qui si sta diventando vecchi e ho capito che la frase che cito durante i corsi sul digital vale anche per me:
“Tutto ciò che è al mondo da quando sei nato è normale e ordinario. Lo consideri parte naturale del modo in cui il mondo funziona.
Tutto ciò che viene inventato tra quando hai quindici e trentacinque anni è nuovo, eccitante e rivoluzionario. E lo consideri innovativo probabilmente su questo puoi costruirci una carriera.
Qualsiasi cosa inventata dopo i trentacinque anni è contro l’ordine naturale delle cose. E viene vista male e in modo pessimistico 🙂

Spunto preso da un libro di Douglas Adams, Il salmone del dubbio.”

Sanremo ha  fatto dei numeri da record, con uno share l’ultima serata del 60% , perchè ha funzionato? Pochi punti e chiari:
– Hanno privilegiato i giovani con le canzoni e per attirare la generazione dai 23 in giù.
– E’ stato il Festival dell’amicizia e anche delle “liti” (Morgan con Bugo e Ferro con Fiorello).
– E’ stato intelligente Amadeus che ha cambiato partner ogni sera, così facendo la platea si è focalizzata su di lui.
– E’ stato anche il festival della moglie e del figlio di Amadeus sempre in prima fila fino alle 2 di notte a supportarlo.
– E’ stato alla fine il “nostro Festival” il festival degli italiani , di nostalgici romanticoni che si alzano in piedi per cantare con Albano e Romina e si inteneriscono se un cantante sbaglia una parola.

Ecco perchè Sanremo è Sanremo perchè rispecchia la società di oggi, una società mista fatta di nostalgici e di giovani emergenti che hanno un codice di comunicazione diverso ed incompreso dagli over 35.
Achille Lauro ne è un esempio,  un inno alla libertà creativa che mi è piaciuta molto, non era la canzone che presentava a Sanremo, era una rappresentazione artistica a 360 gradi.

Io sono rimasta però emotivamente legata al Sanremo dove venivano come ospiti i Duran Duran, gli Spandau Ballet, e gli U2, non me ne vogliano Dua Lipa e Anastasio o Gassman.
Mi tengo stretto la malinconia di “quelli degli anni ’80”, ho un’ età diversa, guadagnata, raggiunta, spesso incompresa da una figlia di 16 anni che ti vede “vecchia”.
Con dolcezza penso a me negli anni ’80 in auto con mio padre che all’epoca aveva 40 anni e pensavo fra me e me: “Quand’è che una persona diventa vecchia e con una grande leggerezza e convinzione pensavo , bè a 40 si è veramente vecchi!”
Di anni ne ho 48, e forse all’epoca avevo ragione, per gli adolescenti sono decisamente “agée”.

Petra

Una lettera sulla bellezza e la società italiana.

Ho voluto iniziare questo 2020 con una “lettera”. Nel blog scrivo spesso, quasi ogni mese, ma una lettera o “missiva” digitale non l’avevo ancora mai mandata.

Questo è quello che ho scritto nella mia prima lettera. E se volete ricerverne altre, alla fine troverete il link per far parte della mia cerchia di amici del marketing.


La voglio chiamare lettera e non newsletter perché mi dà una sensazione di intimità ed effettivamente la sto scrivendo, per ora, a persone che stimo e che conosco personalmente.

Inizio l’anno con una lettera sulla Bellezza, e sul futuro  gli argomenti che mi hanno fatto riflettere durante la pausa natalizia.
Una delle cose che mi ha coccolato durante Natale è stata una bellissima serie su Prime Video  Downtown Abbey. (Serie britannica dedicata alle vicende dell’aristocratica famiglia Crawley e dei domestici al suo servizio. Con l’aprirsi del Ventesimo secolo, tragedie, guerre e mutamenti sociali attraversano la Gran Bretagna lasciando un segno.)

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5 modi per rilassarti e ricaricarti durante le feste.

Volevo farmi e farti un regalo e ho pensato di vivere queste feste in modo diverso, riflettevo su cosa mi fa veramente rilassare e mi sono ritrovata a pensare a 5 modi semplici per rilassarsi veramente e ricaricarsi durante le feste.

Io arrivo spesso in corsa e di corsa sotto Natale e con tutti i preparativi che ci sono da fare è facile dimenticare di riposare davvero.

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I giovani sono una generazione di analfabeti o creatori di una nuova cultura?

Gli ultimi risultati degli Invalsi 2019, i test che fanno nelle nostre scuole a partire dalle elementari fino alle medie sono usciti qualche giorno fa.

Sono dati interessanti, anche allarmanti per qualcuno, perchè mostrano un generale abbassamento dei punteggi nelle varie materie e una spaccatura nei punteggi fra nord e sud.

Nella lingua italiana il nord-ovest e il nord-est ottengono un punteggio uguale (210) e significativamente al di sopra della media italiana (200), il centro consegue un risultato pari a quello medio nazionale, mentre il sud e le isole conseguono punteggi significativamente al di sotto.

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