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Impariamo a dire di NO, al lavoro e nella vita privata.

Un mio caro amico mi disse questa frase qualche anno fa, la ricordo molto bene e con il passare degli anni sta diventando sempre più un mio mantra personale: “Alla mia età mi prendo il lusso di scegliere chi frequentare nella vita e nel lavoro. A chi dire si e a chi dire no”

Con questo bel pensiero ricorrente, qualche settimane fa ad un evento di FiordiRisorse, Nobilita parlo con una donna tosta e dalla grande consapevolezza di sè Carlotta Silvestrini, lei con una voce cristallina e fiera mi dice: “Io, i clienti li scelgo se posso, se capisco che il mio lavoro non sarà compreso e non porterà valore per me e l’azienda allora dico NO”.

Questa tema ricorrente del NO mi si presenta davanti sempre più di frequente, e quindi mi sono fatta questa domanda: “Perchè, molte persone e soprattutto noi donne, facciamo una tremenda fatica a dire di No. “

Federica Cascino, che è di origini siciliane, dice che è una questione culturale che in Sicilia non si dice di No, “fa brutto”, è una forma di scortesia.

Allora penso che forse nasce tutto dalla cultura italiana cattolica del penitente, dell’uomo e della donna che per espiare devono soffrire e sentirsi in perenna colpa per qualche cosa?

Non mi è mai piaciuto il senso di colpa fin da quando ero bambina, sarà stata la mia parte di DNA vichingo austriaca-fillandese che si ribellava, proprio non lo capivo, non capivo il doversi confessare per qualche marachella infantile, non capivo il senso di tutto ciò. Crescendo poi e avendo avuto la possibilità di vivere in altri paesi e studiando altre culture e religioni come il buddismo e la Kaballah, ho capito che il senso di colpa non serve a nulla, che ci priva della nostra libertà ed identità.

Il prendersi il lusso di dire di NO è una forma di auto rispetto per noi stessi, per quello che siamo ora, per quello che vogliamo diventare e per quello che realmente vogliamo fare.

L’arcano dei troppi SI detti nasce proprio da questo: da una mancata consapevolezza di cosa vogliamo veramente, di cosa vogliamo essere nella vita e nel lavoro. E’ una forma di debolezza congenita che i “Vampiri approfittatori dei SI” percepiscono immediatamente e sanno come usare contro le proprio “vittime”.

Colpa e peccato sono forme di controllo, di potere, pensate prima dalla Chiesa, poi nei secoli da certi governi, e da sempre dagli uomini nei confronti delle donne purtroppo.

Quindi liberiamoci dai troppi SI, in circostanze ovviamente dove possiamo farlo, dove abbiamo una scelta e non creiamo dei problemi.

Eccovi un bel vademecum facile, che potete usare da subito per imparare a dire di NO al collega che vi chiede di aiutarlo, all’amico che chiede sempre un favore, al vostro ragazzo, marito, sposo che pensa che molto di quello che chiede gli sia dovuto.

Regola Uno: Non sentitevi in colpa, che la colpa non esiste. Parola mia e di tanti filosofi, buddisti e delle mia indole vichinga.

Regola numero due: prima di dire SI, prendetevi 10 secondi, prima di rispondere.

Sappiate che le persone sono probabilmente abituati ai vostri si e contano su questo appnea vi chiedono qualche cosa, voi aspettate, respirate e capite se lo volete fare veramente. E se vi fa venire mal di pancia, e non vi sembra giusto dite NO.

Regola numero tre: Motivate il vostro No

Fate capire al vostro interlocutore perchè state dicendo di No, siate fermi, sicuri e risoluti sulla vostra posizione. E guardate poi la loro faccia stupita della persona davanti a voi.

Quattro: Godetevi la sensazione che provate dopo il vostro No.

Vi assicuro che dopo qualche no la vostra autostima crescerà, vi sentirete meglio e più in controllo della situazione.

Se trovate comunque difficile dirlo, in questo post di qualche anno fa avevo fatto il galateo del NO, ovvero dire di No con una certa classe.

GALATEO DEL NO:

  • Dite di NO. La parola “NO” ha un certo potere. Non abbiate paura di usare questa parola. Non usate altre parole per dire di no, tipo: “Non sono sicura”, ” Non penso di potere”, o “bè vediamo”. Tutte queste parole potrebbero essere interpretate come un forse o un.. forse ha detto no adesso, ma magari dirà di si dopo.
  • Siate concisi. Date le ragioni del vostro NO, ma non elaborate troppo le vostre giustificazioni o spiegazioni.
  • Siate onesti. Dite la verità o almeno spiegate il perchè e date magari altre opzioni d’aiuto, dei libri o articoli che potrebbero aiutare nel progetto o indirizzate la persona a qualcun’altro che potrebbe aiutarli.
  • Siate rispettosi. Le richieste potrebbero essere importanti per le persone che le fanno, e quindi il vostro NO dovrà essere dato con tatto.
  • Siate pronti a ripetere il NO più volte. Probabilmente dovrete ripetere il NO, soprattutto con le persone insistenti che cercheranno di prendervi per sfinimento. Voi in modo calmo e diretto ripetete il vostro no.

Namaste

Petra

Ph: Thanks to Isaiah Rustad

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