Marketing
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Il futuro del marketing l’empatia, con o senza social?

Tanti amici in questi giorni mi hanno girato l’articolo provocatorio uscito sul Sole24 ore dove Seth Godin pare scagliarsi contro i social:

“Il guru del marketing contro i social: «Non servono ai brand, riscopriamo l’attenzione»”

Lui parla di attenzione e di ritorno alle origini, al DNA della marca, alla sua autenticita, alla narrazione consapevole per le persone che osno interessate ad ascoltare, e ribadisce con tono polemico:

«Dobbiamo far scendere i brand dalla giostra dei social media, che va sempre più veloce, ma non arriva mai da nessuna parte. È giunto il momento di smettere di convincere con insistenza e di disturbare o fare spamming, fingendo di essere i benvenuti. Siamo in una fase storica accelerata che non ammette però scorciatoie e occorre concentrarsi su un percorso lungo e sostenibile, tornare all’autenticità, che passa necessariamente dalle esperienze. A meno che tu non stia vendendo teoremi matematici, stai vendendo emozioni. D’altronde siamo umani, non cyborg. Almeno per ora»,

Nel libro poi inizia un discorso sul ruolo dell'mpatia

Cosa consiglierebbe a questa nuova generazione di professionisti per lavorare meglio? (dal sole24 ore)

Credo che oggi l’abilità più importante sia l’empatia, ovvero quella capacità anche pratica di vedere gli altri per quello che sono veramente e di cogliere in loro ciò che sognano di essere. Se vuoi operare con efficacia nel marketing, devi andare sul mercato e imparare a non essere un ingranaggio di una gigantesca macchina, con compiti specifici e frammentati. Devi avere una visione di insieme. Ecco perché il nuovo marketing implica coraggio.

Ma cosa vuol dire “empatia”?

Questa la definizione  di Gustavo Páez, uno psicologo, ed è quella che mi piace di più:

L’empatia “è la capacità di sperimentare la realtà soggettiva dell’altro senza perdere la propria prospettiva”

Perché questo ritorno alla gentilezza e all’ascolto? Perché forse l’eccessivo individualismo degli ultimi anni, la disattenzione verso l’altro hanno stancato, perché quando dobbiamo chiedere dieci volte a qualcuno “ma mi ascolti?”  lo troviamo frustrante.

Ecco perchè figure importanti nel mondo del marketing, dei social media  cone SEth Godin ma anche lo stesso Paolo Ibichino stanno scrivendo di questa nuova tendenza all’ascolto del consumatore. Questo per andare oltre alla classica comunicazione unidirezionale da parte dell’azienda o del marchio verso il suo “user”.

Ora i consumatori si sono trasformati non sono coloro che “consumano” tornano ad essere persone, una fonte di idee, ma anche di critiche taglienti per le marche, è nata finalmente una relazione one to one.

Le persone vanno rispettate per quello che dicono, per le critiche e hanno una platea molto ampia per comunicare, i social media e il web.

Per un marketer diventerà fondamentale saper ascoltare, mettersi nei panni del consumatore, cercare di capire i suoi bisogni, ovvero sviluppare l’empatia.

Imparate a mettetevi al loro posto, a pensare come loro, ad ascoltare alle domande e richieste che postano. Vi assicuro non è difficile, fatevi girare le richieste che arrivano all’info, leggete i loro commenti sui forum o nei canali social, vi stupiranno!

A presto

Namaste ! (La parola deriva dal sanscrito e letteralmente significa mi inchino, alle qualità divine che sono in te).

Petra

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