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Le maledette 123 volte che hai fatto la stessa scelta nel business.

Ripetere nel business è pericoloso

Quanto può essere pericoloso ripetere sempre la stessa cosa ogni giorno nel business? Se hai ripetuto almeno 123 la stessa cosa in azienda e non ha funzionato, forse sei nei guai.

Ostinarsi a seguire sempre gli stessi schemi porta a perdere la visione del futuro e la capacità di adattarsi ad un mondo che cambia con molta rapidità.

Avete mai sentito quel sottile fastidio che vi dà il ripetersi continuo delle cose, degli stessi luoghi, delle stesse persone, e ora durante questa pandemia, di giornate uguali, immutate che hanno un continuo gusto di “dejà vu”?

E’ come essere in quei film dove si rivive all’infinito la stessa giornata: una lezione per i protagonisti che devono capire cosa devono cambiare della loro vita o di loro stessi per potere uscire dall’incantesimo.

Se i protagonisti non capiscono come cambiare rimangono intrappolati in un continuum temporale infinito.

La metafora regge molto bene nella vita che stiamo attraversando “sornioni” in questo 2021 e ancor di più nel lavoro.

Se in un’azienda si continuano a ripetere, a replicare sempre le stesse decisioni, gli stessi schemi, le stesse formule, i risultati non cambiano, anzi potrebbero peggiorare.

Abbiamo sempre fatto così, perché dovremmo cambiare?

Questa è la frase più agghiacciante che ho sentito dire da molti manager e imprenditori. Mi sono chiesta più volte perché rispondessero così a proposte anche di piccoli cambiamenti all’interno dell’azienda.

Il cambiamento non è semplice e ci vuole sicuramente coraggio soprattutto nei momenti difficili, ne ho scritto su questo articolo qualche settimana fa, ma ora più che mai non possiamo non aprire le nostre menti e il nostro cuore al cambiamento.

Perché siamo così restii al cambiamento?

Di motivi ne ho individuati almeno 4:

  • Il cambiamento costa fatica – cambiare per l’essere umano è faticoso, soprattutto per chi ha fatto la stessa cosa per anni nella stessa maniera
  • Il cambiamento fa paura – meglio non rischiare, non provare cose nuove perché magari potrebbe andare peggio e la paura blocca tutto.
  • Il cambiamento svela le inefficienze – cambiare vuol dire prima capire come sono state fatte le cose nel tempo, questa analisi è un vaso di pandora che svela inefficienze di processi e attriti fra le diverse funzioni.
  • Il cambiamento svela i cattivi manager – le persone inadeguate che crogiolano nello status quo si vedono subito quando si attiva un processo di cambiamento. Manager impreparati, inefficienti e castranti, più inclini a tenersi la poltrona che non a far andare meglio l’azienda.

Come si esce dall’impasse della ripetizione dello stesso schema in azienda?

Non penso ci sia una formula magica e bisogna adattarsi ad ogni azienda, ma ho letto questo articolo di Faye Bradshaw dove si racconta quali siano le modalità per sfidare lo status quo. ed eccone alcune:

  1. Fate le domande giuste (non chiedete sempre perché si è fatto così. cercate di capire se c’è del buono in quello che è stato fatto prima e come può essere migliorato)
  2. Date delle priorità alle vostre idee (non portatene troppe sul tavolo altrimenti gli interlocutori non capiranno su cosa volete puntare, i cambiamenti strutturali si fanno a piccoli passi)
  3. Fatevi degli alleati che vogliano con voi il cambiamento, da soli non andrete molto lontano visto che la strada sarà costellata di manager dello “status quo”
  4. Usate calma e perseveranza. Non demordete subito, per i cambiamenti ci vuole molta calma e pazienza.

Mi fa piacere concludere con questa poesia di Alda Merini sulla trasformazione:

E se diventi farfalla

nessuno pensa più

a ciò che è stato

quando strisciavi per terra

e non volevi le ali.”

Petra
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